PH-metria wireless

PROTOCOLLO INFORMATIVO:
ESOFAGO-GASTRO-DUODENOSCOPIA (EGDS) CON POSIZIONAMENTO DI CAPSULA PER PH-METRIA WIRELESS


Perché fare questo esame

Esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS): nel sospetto di un reflusso esofageo è un esame indispensabile per valutare la presenza di complicanze legate al reflusso (esofagite, stenosi, Barrett, alterazioni precancerose) e alterazioni dello sfintere esofageo inferiore, una sorta di “valvola” che impedisce ai succhi gastrici di risalire in esofago (ipotonia o ernia jatale),

Si esegue introducendo attraverso la bocca uno strumento costituito da un

tubo sottile e flessibile del diametro di circa 1 cm dotato di una piccola telecamera in punta che consente di vedere perfettamente l’interno del tratto digestivo e trasmettere le immagini su un monitor. Grazie alla visione in alta definizione e a filtri elettronici o ottici applicati all’immagine si possono apprezzare le più fini alterazioni della mucosa riuscendo a diagnosticare anche le neoplasie in fase precoce. Se necessario si possono eseguire con delle piccole pinze dei prelievi di mucosa (biopsie) per essere analizzati al microscopio dal patologo (esame istologico).

L’EGDS non può però valutare la presenza, frequenza, durata e gravità dei reflussi. Questo lo può fare solo una sonda posizionata subito sopra alla “valvola” (ph-metria).

Ph-metria wireless: al termine dell’esame diagnostico viene fissata all’interno dell’esofago una capsula per registrare in modo continuativo la quantità e frequenza di acido che refluisce nell’esofago, se questo avviene preferibilmente in posizione eretta o supina ma soprattutto se c’è correlazione tra episodi di reflusso e quei disturbi che ce ne hanno fatto sospettare la presenza (bruciore retrosternale, tosse, tachicardia ecc.).

I dati sono memorizzati in un apparecchio che deve essere sempre tenuto vicino al corpo per tutta la durata dell’esame anche quando si dorme. Il vantaggio di questo tipo di procedura è che non avendo un sondino transnasale come con la ph-metria tradizionale,  si può condurre una normale attività, mangiare e dormire senza fastidi,uscire di casa, fare sport e andare al lavoro. Per questo la valutazione del reflusso avviene in condizioni più fisiologiche.

 

Preparazione all’esame

Sospensione farmaci:

15-20 gg prima dell’esame si devono sospendere tutti i farmaci che bloccano la secrezione acida (pantoprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, omeprazolo,),

4 gg ranitidina,

3 gg. procinetici (es. peridon),

1 g prima antiacidi (maalox, gaviscon, sucralfin ecc.)

  • Se l’esame è eseguito al mattino si deve venire a digiuno dalla mezzanotte.
  • Se l’esame è eseguito dopo le 13 si può fare colazione entro le ore 8.00 del mattino ma fino a due ore prima si possono bere liquidi chiari (acqua zuccherata, thè, camomilla)  in modesta quantità.

Il giorno dell’esame i medicinali, se indispensabili, possono essere assunti, ma non antiacidi (tipo Maalox e simili) o carbone vegetale.


Esecuzione dell’esame.

Il paziente viene fatto sdraiare su di un lettino, sul fianco sinistro e vengono posizionati gli elettrodi, il bracciale della pressione ed il pulsiossimetro per il monitoraggio dei parametri vitali. Viene inoltre posizionato un boccaglio di protezione tra i denti.

Introdotto lo strumento attraverso la bocca si esamina l’esofago, lo stomaco ed il duodeno. Se necessario per una migliore e più sicura diagnosi vengono fatti dei prelievi di mucosa.

Al termine della procedura diagnostica, sotto controllo endoscopico, viene fissata pochi cm sopra lo sfintere esofageo inferiore la capsula per la registrazione del Ph.

Tutto l’esame viene eseguito in sedazione profonda con assistenza anestesiologica: il paziente dorme e non si accorge di nulla.  Oltre ad un migliore confort, la sedazione permette una più accurata esecuzione della procedura endoscopica.

Da “MG.Lorenzatto” pubblicato 15-03-2012 su youtube


Termine della procedura.

Con il tipo di sedazione somministrata al risveglio non si avvertirà nessun disturbo. Raramente per alcune ore si potrà accusare un fastidio o bruciore alla gola (esito del traumatismo dell’endoscopio).

Per effetto della sedazione i riflessi sono rallentati per cui NON si può guidare alcun mezzo di locomozione o svolgere attività che richiedano attenzione per almeno 24 ore. Per questo è indispensabile venire accompagnati o servirsi di mezzi pubblici.

Al termine della registrazione dei dati (da 2 a 4 gg) si dovrà ritornare il registratore alla Segreteria della Casa di Cura

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Le alternative diagnostiche

L’alternativa diagnostica all’esofago-gastro-duodenoscopia è rappresentata dall’esame radiologico a doppio contrasto. Tale indagine però non sempre chiarisce tutti i dubbi e spesso deve essere integrata da un successivo esame endoscopico per la conferma di un sospetto diagnostico, per la necessità di eseguire prelievi bioptici per una diagnosi precisa o per eseguire manovre operative (dilatazioni, polipectomie ecc.).

 

L’alternativa diagnostica alla ph-metria wireless è la ph-metria tradizionale. Anche se questa metodica può dare delle informazioni in più, (presenza di reflussi non acidi), queste non sempre sono necessarie. Di contro richiede il posizionamento in esofago di un sondino attraverso il naso che deve essere tenuto per tutta la durata dell’esame ( 24 h) e durante tutto l’esame non si può guidare. E’ questo il vantaggio del metodo wireless: può registrare anche 3-4 gg di dati in condizioni più fisiologiche (mancando il disturbo del sondino nasale) facendo tutto quello che siamo soliti fare, aumentando la precisione e la sensibilità diagnostica.

 


Possibili rischi e complicanze

EGDS diagnostica: è una procedura sicura ma essendo un esame che utilizza strumenti che vengono introdotti all’interno del corpo può andare incontro a complicanze, alcune legate alla tecnica (come perforazione, emorragia) altre alle condizioni generali del paziente (come insufficienza cardiaca o respiratoria).

Sono comunque molto rare: la perforazione si manifesta in percentuale di 1 caso su 10.000 esami eseguiti, l’emorragia di 1 caso su 3.000, problemi cardio-respiratori in 1 caso su 1.000. Altre complicanze, ancora più rare, sono segnalate in corso di endoscopia: assolutamente non prevedibili, sono generalmente legate a particolari condizioni cliniche del paziente.

Una precisa documentazione clinica del proprio stato di salute rende comunque queste complicanze del tutto trascurabili.

Posizionamento della capsula: La complicanza più frequente è il precoce distacco (non rendendo possibile la registrazione dei dati). Un’altra complicanza che compare nel 5-7% dei pazienti è un dolore retrosternale facilmente controllabile.

Altre complicanze molto rare possono essere la perforazione, la formazione di ulcere, l’inalazione nelle vie aeree.
Rischio infettivo: la possibilità di trasmissione di infezioni (da batteri, virus, funghi), è del tutto trascurabile in quanto lo strumento viene sottoposto ad un ciclo di alta disinfezione con lavaendoscopi automatiche che garantiscono certificandolo, tutte le fasi del ciclo.

Gli accessori utilizzati (pinze per biopsia, anse per polipectomia, aghi per iniezione ecc.) o sono monouso oppure vengono sterilizzati (come gli strumenti usati in sala operatoria).

Situazioni locali non note o la comparsa di complicanze di ordine generale non prevedibili, possono far cambiare la procedura programmata ed autorizzata o addirittura sospenderla.


Controindicazioni all’esecuzione della procedura

EGDS: nessuna controindicazione se non grave rischio anestesiologico determinato da patologie cardio-circolatorie o polmonari

Capsula: diatesi emorragica, varici esofagee, stenosi, grave esofagite, presenza di pace-maker o defibrillatore impiantato.

Fino alla sicura espulsione della capsula non è possibile sottoporsi a Risonanza Magnetica


 

RICORDARSI:

alla prenotazione dell’esame: segnalare una eventuale terapia anticoagulante, allergie a farmaci o altro, patologie cardiache gravi (possibile indicazione alla prescrizione di profilassi antibiotica). Nei casi dubbi sarete richiamati da un anestesista.

al momento dell’esame: portare tutta la documentazione clinica in proprio possesso: cartelle, esami strumentali, visite specialistiche.

Per qualunque dubbio o domanda contattare l’ambulatorio integrato al n° 049.7442200 chiedendo di parlare con

Prof. Battaglia Giorgio


Per prenotazioni

Presentarsi agli sportelli dell’accettazione della Clinica Diaz, via Diaz 9 PADOVA,

o telefonare al CUP  (049.742200)  dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, indicando i dati anagrafici e un numero telefonico o email per eventuale contatto.

Contatti

Per qualunque dubbio o domanda contattare l’ambulatorio integrato al n° 049.7442200 chiedendo di parlare con il prof. Battaglia Giorgio


Credits video: Canale YouTube M.G. Lorenzatto